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	<title>MONOGRAFIE Archivi - Centro Studi Judicaria</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 08 Jan 2026 08:38:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Marcello Farina &#8211; Il balsamo dell&#8217;inquietudine</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/marcello-farina-il-balsamo-dellinquietudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 08:38:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Marcello Farina &#8211; Il balsamo dell&#8217;inquietudine&#8221;, a cura di Alberto Folgheraiter, è una prima raccolta di testi e di testimonianze, di alcuni articoli apparsi, anche in periodi diversi, che &#8220;raccontano&#8221; Marcello Farina, visto da vicino o come egli si raccontava. Le testimonianze e il ricordo del &#8220;prete filosofo&#8221; raccolte nel libro, oltre agli articoli a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Marcello Farina &#8211; Il balsamo dell&#8217;inquietudine&#8221;, a cura di Alberto Folgheraiter, è una prima raccolta di testi e di testimonianze, di alcuni articoli apparsi, anche in periodi diversi, che &#8220;raccontano&#8221; Marcello Farina, visto da vicino o come egli si raccontava.</p>
<p>Le testimonianze e il ricordo del &#8220;prete filosofo&#8221; raccolte nel libro, oltre agli articoli a firma dello stesso Farina, sono di:</p>
<ul>
<li>Diego Quaglioni, professore emerito UniTn</li>
<li>Paolo Ghezzi, giornalista</li>
<li>Alberto Folgheraiter, giornalista</li>
<li>Vincenzo Passerini, consigliere regionale (1993-2003)</li>
<li>Marco Morelli, prete, docente ed artista</li>
<li>Franco Pedrini, parroco di Melta</li>
<li>Giuliano Beltrami, giornalista e presidente del Centro Studi Judicaria</li>
<li>Michele Dorigatti, direttore della Fondazione don Lorenzo Guetti</li>
<li>Walter Nicoletti, presidente Acli trentine</li>
<li>Casimira Grandi, storica sociale</li>
<li>Paolo Dalponte, artista</li>
</ul>
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		<title>Le venature che parlano della nostra storia. Atti del Convegno sul legno tenutosi il 28 settembre 2024 a Valdaone</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/le-venature-che-parlano-della-nostra-storia-atti-del-convegno-sul-legno-tenutosi-il-28-settembre-2024-a-valdaone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 14:16:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Atti del Convegno sul legno tenutosi il 28 settembre 2024 a Valdaone, nel quale si è trattato il tema del materiale legno da molteplici punti di vista. Un approccio multidisciplinare che permette di osservare in tutta la sua dignità questo prodotto così importante per la nostra cultura, economia e storia. Gli interventi: Mario Cerato, La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Atti del Convegno sul legno tenutosi il 28 settembre 2024 a Valdaone, nel quale si è trattato il tema del materiale legno da molteplici punti di vista. Un approccio multidisciplinare che permette di osservare in tutta la sua dignità questo prodotto così importante per la nostra cultura, economia e storia.</p>
<p>Gli interventi:</p>
<ul>
<li>Mario Cerato, La storia dei boschi trentini e l&#8217;evoluzione del paesaggio</li>
<li>Mauro Barnabei, La dendrocronologia in Trentino</li>
<li>Teresa Aricocchi, Bostrico tipografo: situazione e prospettive dei boschi del Trentino</li>
<li>Mauro Carlino, Abitare il legno</li>
<li>Giacomo Nicolini, La Filodrammatica &#8220;La Büsier&#8221;</li>
<li>Mirta Franzoi e Luisa Moser, Dal Bosco alla storia: i reperti lignei di Fiavè</li>
<li>Serena Bugna, Scolpire preghiere. Altari in legno nelle Giudicarie</li>
<li>Alessandro Togni, Osservazioni estetiche sulla scultura lignea contemporanea</li>
<li>Roberto Borgogno, Il legno Policromo e non policromo: la storia, le tecniche decorative e lo strano caso dell&#8217;altare della deposizione nella chiesa dell&#8217;Assunta di Condino</li>
<li>Elisabetta Doniselli, La &#8220;galassia&#8221; del legno</li>
</ul>
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		<item>
		<title>R. Baumann, Anna Lodron. Biografia di una nobile nel tempo della Riforma &#8211; 2022</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/reinhard-baumann-anna-lodron/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 11:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione e traduzione di Gianni Poletti. Anna Lodron (1495 circa &#8211; 1556) discende da una famiglia comitale trentina. Si sposa prima col condottiero Georg Frundsberg e poi col ministeriale Erasmus Schenken e vive nella Germania meridionale nei primi anni della Riforma luterana.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione e traduzione di Gianni Poletti.</p>
<p>Anna Lodron (1495 circa &#8211; 1556) discende da una famiglia comitale trentina. Si sposa prima col condottiero Georg Frundsberg e poi col ministeriale Erasmus Schenken e vive nella Germania meridionale nei primi anni della Riforma luterana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alois Moriggl, Ludovio Lodron, l’eroe di famiglia protagonista nella storia del Cinquecento, 2011</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/alois-moriggl-ludovio-lodron-leroe-di-famiglia-protagonista-nella-storia-del-cinquecento-2011/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 10:14:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alois Moriggl LUDOVICO LODRON L’eroe di famiglia protagonista nella storia del Cinquecento 2010, 247 p. ill., f.to 15&#215;21 cm.&#160; Edito in coedizione con l’Associazione il Chiese di Storo che lo pubblica nella sua collana “Passato Presente” al n.58. Saggio storico biografico sulla figura di Ludo- vico Lodron, protagonista della scena giudicariese ed italiana durante la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alois</strong><strong> Moriggl</strong></p>
<h2>LUDOVICO LODRON</h2>
<h3>L’eroe di famiglia protagonista nella storia del Cinquecento</h3>
<h4>2010, 247 p. ill., f.to 15&#215;21 cm.&nbsp;</h4>
<p>Edito in coedizione con l’Associazione il Chiese di Storo che lo pubblica nella sua collana “Passato Presente” al n.58. Saggio storico biografico sulla figura di Ludo- vico Lodron, protagonista della scena giudicariese ed italiana durante la prima metà del Cinquecento, nella quale spiccano il sacco di Roma, le guerre contro i turchi, il governo nelle valli Giudicarie e tanto altro. Saggio tradotto dal tedesco da Gianni Poletti, che ha curato anche le note al testo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Elisa Polla, Li fòli dala nona cuntàdi &#8216;ndai filò. Storie e storia d&#8217;altri tempi tra fantasia e vissuto-2019</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/elisa-polla-li-foli-dala-nona-cuntadi-ndai-filo-storie-e-storia-daltri-tempi-tra-fantasia-e-vissuto-famiglia-emigrazione-mestieri-rapporti-sociali-riti-miti-e-tradizioni-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 11:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storie e storia d&#8217;altri tempi, tra fantasia e vissuto. Famiglia, emigrazione, mestieri, rapporti sociali, riti, miti e tradizioni. In queste pagine di “Li föli da la nòna” ho raccolto il risultato delle mie ricerche sul passato delle nostre nonne e dei nostri nonni, sugli usi, i riti e le tradizioni di un mondo contadino ormai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Storie e storia d&#8217;altri tempi, tra fantasia e vissuto. Famiglia, emigrazione, mestieri, rapporti sociali, riti, miti e tradizioni.</p>
<p>In queste pagine di <em>“Li föli da la nòna” </em>ho raccolto il risultato delle mie ricerche sul passato delle nostre nonne e dei nostri nonni, sugli usi, i riti e le tradizioni di un mondo contadino ormai scomparso, che ha caratterizzato i paesi delle Giudicarie nella prima metà del Novecento, fino agli anni Sessanta.</p>
<p>L’operazione prende spunto dalla ricerca antropologica che ho effettuato per la mia tesi di laurea “DAL NATURALE AL SINTETICO- IL COSTUME E IL VESTITO ELEMENTI DI CULTURA E MESSAGGIO SOCIALE NELLE GIUDICARIE DA FINE</p>
<p>OTTOCENTO A META’ NOVECENTO” l’Università degli studi di Verona, (relatore Prof.ssa Anna Maria Paini) e si è svolta seguendo tre filoni.</p>
<p>Il primo è costituito da un percorso scolastico durato quasi due decenni: collaborando direttamente con gli Istituti scolastici e successivamente tramite il Centro Studi Judicaria, ho coinvolto scolare e scolari in particolare della Scuola primaria, ma anche secondaria e professionale, in un’attività di ricerca su usi, costumi, dialetto e tradizioni di vari paesi giudicariesi. Nelle scuole il lavoro svolto ha riguardato soprattutto la ricerca delle testimonianze raccolte dagli alunni tra gli anziani: nonni, bisnonni e altri parenti.</p>
<p>Il secondo, rivolto piuttosto ad una ricerca e rivalutazione dei dialetti della Judicaria, che mi ha poi invogliato a fondare il “Gruppo dialetti judicariensi” assieme a poeti- divulgatori locali e con la consulenza di alcuni intellettuali locali, il professor Ezio Scalfi e il Maestro Mario Antolini – Maestro di scuola e di vita, ricercatore e divulgatore di storia e di geografia socio-economica locale. A questo gruppo hanno partecipato molti appassionati amanti e divulgatori del dialetto di tutta la Judicaria, con prose e poesie dialettali.</p>
<p>Il terzo filone è rappresentato dall’attività del gruppo culturale “<em>Le Castellane – La Cumpagnia dal Castél” </em>che ho fondato a Caderzone Terme agli inizi del 2000, realizzando per questa iniziativa i costumi popolari indossati dalle donne delle Giudicarie nei primi ‘900, utilizzando autentici tessuti lavorati secondo metodi artigianali tradizionali.</p>
<p>Questo libro rappresenta la sintesi di questi percorsi e delle mie ricerche su usi, costumi, tradizioni e sulla funzione del dialetto non solo come linguaggio ma anche come espressione della cultura locale, che vengono riproposti nella forma del filò e delle “<em>fòle</em>” ad essi collegate. Il corollario dei <em>filò </em>è rappresentato dalle recite, in diversi dialetti delle Giudicarie, dei bambini delle scuole.</p>
<p>Il volume contiene i testi dei <strong><em>filò </em></strong>più significativi con temi diversi che ho scritto e interpretato con il mio gruppo culturale <em>“Le Castellane &#8211; La Cumpagnìa dal Castel”</em>.</p>
<p>Il <strong><em>filò: </em></strong>non è certo facile tracciarne la storia vera e propria, poiché si è trattato di un fenomeno che ha coinvolto – per quanto ne sappiamo – numerose famiglie del mondo contadino, ed in Giudicarie specialmente quello dei contadini. Occorre pensare ai secoli senza radio e televisione, senza giornali e mezzi di comunicazione. La giornata&nbsp;era lunga e piena di lavoro, con rarissimi contatti sociali e si concludeva con la cena. Quindi il bisogno di incontrarsi, di stare un po’ insieme. Le case erano povere, non v’era la sala di soggiorno: unico luogo in cui trovarsi era la stalla, anche perché – nei mesi freddi – era riscaldata dalla presenza degli animali. Un ritrovo illuminato tenuamente da una lucerna a petrolio e con il fieno a disposizione in luogo delle sedie.</p>
<p>Nei filò le donne lavoravano a maglia, ricamavano e tessevano la lana; gli uomini, mentre fumavano la pippa o qualche avanzo di toscanello o masticavano tabacco, riparavano attrezzi agricoli, discutevano e si scambiavano opinioni e pareri sui lavori agricoli e forestali nei prati, nei boschi e nelle malghe, che riguardavano la collettività; ragazzine e ragazzini si facevano i dispetti, i giovani iniziavano ad avere i primi approcci affettivi; i bambini giocavano a nascondersi nelle mangiatoie, dove spesso finivano per addormentarsi; intanto si chiacchierava, si parlava e si sparlava dei paesani non presenti, si alimentava qualche malumore nei confronti delle comunità vicine sempre colpevoli di non rispettare i confini dei pascoli, di tante altre infrazioni e dispetti, si ascoltavano i forestieri, generalmente qualche venditore o artigiano ambulante, ospitati nelle stalle dove passavano poi la notte per riprendere il loro itinerario la mattina seguente, si ascoltavano i racconti e le avventure qualche volta inventate dei lavoranti stagionali che rientravano a fine inverno dalla pianura e soprattutto si raccontavano storie e “fole” ai bambini e si facevano previsioni sull’andamento del tempo e sui programmi per i lavori della bella stagione prossima. Nelle “storielle” di questa raccolta, si trovano molti “modi di dire” rimasti nella parlata dialettale e che risultano linguisticamente e culturalmente assai determinanti, anche perché spesso sono difficilmnte traducibili in italiano. Ogni <strong><em>fòla </em></strong>(storiella) veniva raccontata durante i <strong><em>filò </em></strong>serali nelle stalle o nelle <em>stue</em>. Mentre si chiacchierava del più e del meno i bambini intervenivano per sapere il significato delle frasi pronunciate dai grandi e la nonna, o chi per lei, spiegava raccontando la storia.</p>
<p>E’ anche in quei <strong><em>filò </em></strong>che le generazioni sono cresciute e ci hanno tramandato una “civiltà” che rimane il substrato culturale del nostro oggi. Ed ecco il perché del bisogno essenziale di rievocarne la sostanziale e positiva importanza socio-storica.</p>
<p>La rappresentazione del filò si propone di far rivivere l&#8217;atmosfera di un tempo passato. Non si tratta di una rappresentazione meramente folcloristica, di una sfilata di costumi, di una esibizione di oggetti e attrezzi con intenti nostalgici, di una manifestazione di pura esteriorità, come succede spesso con gruppi che non hanno nessun riferimento alla nostra storia.</p>
<p>Il filò intende far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, aspetti della vita sociale e delle famiglie, il lavoro agricolo e artigianale e l&#8217;emigrazione, i riti e le tradizioni nei nostri paesi nella prima metà del secolo scorso, con una particolare attenzione al ruolo delle donne in quella società ormai tramontata, che vive solo nei ricordi dei più anziani.</p>
<p>E&#8217; stato soprattutto nella seconda metà del Novecento che si sono avvertiti i più forti cambiamenti che hanno stravolto modi di vita e rapporti che nei secoli precedenti&nbsp;avevano visto una lenta evoluzione sullo sfondo di un mondo contadino alle prese con un territorio aspro e avaro.</p>
<p>Nel filò si cerca di cogliere e riproporre quelli che sono i valori più autentici che ancora oggi costituiscono i fondamenti del nostro vivere quotidiano e che vogliamo difendere e trasmettere alle nuove generazioni; viviamo in un mondo globalizzato, ma abbiamo la convinzione che non debbano essere smarrite le nostre radici, che sia necessario coniugare il travolgente flusso di modelli esterni proposti dai mezzi di comunicazione e dalla mobilità delle persone con la solidità della nostra tradizione, con i valori della nostra storia; il mondo è globalizzato, ma non va persa di vista la dimensione locale per non accogliere acriticamente tutto ciò che ci viene proposto e a volte imposto attraverso il bombardamento mediatico. Insomma come si usa dire cerchiamo di mediare tra globalismo e localismo in nome di un sano &#8220;glocalismo&#8221;.</p>
<p>Per evitare illusorie nostalgie e sentimentalismi vengono evidenziate nel filò anche le difficoltà e i disagi e i problemi che oggi sono stati almeno in parte superati e risolti: l&#8217;emigrazione, il lavoro minorile, la miseria, le fatiche immani per strappare alla terra qualche prodotto che consentiva spesso solo la sopravvivenza, il ruolo subalterno delle donne, con la sottomissione e i sacrifici quasi mai riconosciuti.</p>
<p>Proprio su queste difficoltà i nostri avi hanno costruito nel tempo i fondamenti di quella &#8220;cultura&#8221; che penso dobbiamo conservare: la collaborazione, l&#8217;uso rispettoso del nostro territorio e l&#8217;amministrazione collettiva dello stesso, una volontà coriacea di affrontare le difficoltà con il lavoro e con i sacrifici, lavorando la terra o emigrando, la solidarietà che caratterizzava la famiglia patriarcale e in generale la comunità dei paesi.</p>
<p>Tutto il quadro viene presentato in una forma scherzosa, esasperando le situazioni, forzando o adattando talvolta le collocazioni nel tempo e quindi concedendo qualcosa anche alla nostalgia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://www.judicaria.it/prodotto/elisa-polla-li-foli-dala-nona-cuntadi-ndai-filo-storie-e-storia-daltri-tempi-tra-fantasia-e-vissuto-famiglia-emigrazione-mestieri-rapporti-sociali-riti-miti-e-tradizioni-2019/">Elisa Polla, Li fòli dala nona cuntàdi &#8216;ndai filò. Storie e storia d&#8217;altri tempi tra fantasia e vissuto-2019</a> appeared first on <a href="https://www.judicaria.it">Centro Studi Judicaria</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scuola primaria di Pietramurata, Granita e Bollicino…due curiosi pesciolini… &#8211; 2017</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/granita-e-bollicinodue-curiosi-pesciolini-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 11:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>55 pp., ill., F.to 15&#215;21 cm. Storia scritta dagli alunni della classe terza della scuola primaria di Pietramurata nell’a.s. 2014/15 che racconta la presenza del fiume Sarca attraverso due fantastici protagonisti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>55 pp., ill., F.to 15&#215;21 cm.</p>
<p>Storia scritta dagli alunni della classe terza della scuola primaria di Pietramurata nell’a.s. 2014/15 che racconta la presenza del fiume Sarca attraverso due fantastici protagonisti.</p>
<p>The post <a href="https://www.judicaria.it/prodotto/granita-e-bollicinodue-curiosi-pesciolini-2017/">Scuola primaria di Pietramurata, Granita e Bollicino…due curiosi pesciolini… &#8211; 2017</a> appeared first on <a href="https://www.judicaria.it">Centro Studi Judicaria</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>F. Barbacovi, R. Codroico, G. Poletti, Trento &#8211; Mindelheim. Rapporti storici &#8211; 2015</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/f-barbacovi-r-codroico-g-poletti-trento-mondelheim-rapporti-storici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2015 11:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Franca Barbacovi, Roberto Codroico, Gianni Poletti TRENTO-MINDELHEIM. RAPPORTI STORICI Trento – Mindelheim. Historische Beziehungen 2015, 95 p. ill., f.to 17&#215;24 cm.&#160; Edito in collaborazione col Gruppo Lanzi Lodron “Lebrac” della valle del Chiese, il Comune di Storo e la Regione Autonoma Trentino Alto Adige. In quest’opera, presentata sia in lingua italiana che tedesca, si presentano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Franca</strong><strong> Barbacovi, Roberto Codroico, Gianni Poletti</strong></p>
<h2>TRENTO-MINDELHEIM. RAPPORTI STORICI</h2>
<h3>Trento – Mindelheim. Historische Beziehungen</h3>
<h4>2015, 95 p. ill., f.to 17&#215;24 cm.&nbsp;</h4>
<p>Edito in collaborazione col Gruppo Lanzi Lodron “Lebrac” della valle del Chiese, il Comune di Storo e la Regione Autonoma Trentino Alto Adige. In quest’opera, presentata sia in lingua italiana che tedesca, si presentano i rapporti storici che hanno unito nel tempo la terra trentina con l’area bavarese. In particolare, le città di Trento e Mindelheim, con le loro testimonianze tuttora visibili legate alla presenza lodroniana.</p>
<p>The post <a href="https://www.judicaria.it/prodotto/f-barbacovi-r-codroico-g-poletti-trento-mondelheim-rapporti-storici/">F. Barbacovi, R. Codroico, G. Poletti, Trento &#8211; Mindelheim. Rapporti storici &#8211; 2015</a> appeared first on <a href="https://www.judicaria.it">Centro Studi Judicaria</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Monica Valentini, Frammenti di Giudicarie Esteriori &#8211; 2012</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/monica-valentini-frammenti-di-giudicarie-esteriori-2012/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 11:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monica Valentini FRAMMENTI DI GIUDICARIE ESTERIORI 2012, 64 p. ill., f.to 15&#215;21 cm. € 5,00 Terza opera della collana “didacta” voluta dalla scomparsa artista e collaboratrice del Centro Studi Monica Valentini. Attraverso uscite didattiche e lavori in classe, gli alunni delle scuole delle Giudicarie Esteriori raccontano attraverso i loro disegni il territorio e i paesi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>M<strong>onica</strong> <strong>Valentini</strong></p>
<h2>FRAMMENTI DI GIUDICARIE ESTERIORI</h2>
<h4>2012, 64 p. ill., f.to 15&#215;21 cm. <strong>€ 5,00</strong></h4>
<p>Terza opera della collana “didacta” voluta dalla scomparsa artista e collaboratrice del Centro Studi Monica Valentini. Attraverso uscite didattiche e lavori in classe, gli alunni delle scuole delle Giudicarie Esteriori raccontano attraverso i loro disegni il territorio e i paesi che li circondano: paesaggi, spiritualità, castelli, fontane, stemmi.</p>
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		<title>RGB Video, Sergio Trenti. Le opere &#8211; 2010</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/sergio-trenti-le-opere-2010/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 11:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>DVD F.to 14&#215;19 DVD realizzato in occasione della mostra dedicata a Sergio Trenti con filmati e 500 immagini delle sue opere</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>DVD F.to 14&#215;19</p>
<p>DVD realizzato in occasione della mostra dedicata a Sergio Trenti con filmati e 500 immagini delle sue opere</p>
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		<title>Monica Valentini, A spasso alle Terme di Comano tra storia, leggenda, salute e arte &#8211; 2010</title>
		<link>https://www.judicaria.it/prodotto/monica-valentini-a-spazzo-alle-terme-di-comano-tra-storia-leggenda-salute-e-arte-2010/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_judicaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 11:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monica Valentini, Graziano Riccadonna A SPASSO ALLE TERME DI COMANO Tra storia, leggenda, salute e arte 2010, 47 p. ill., f.to 15&#215;21 cm.&#160; Opera della collana “didacta” voluta dalla scomparsa artista e collaboratrice del Centro Studi Monica Valentini. Nata in collaborazione tra l’Azienda Terme di Comano e la scuola, nell’ambito del progetto di riqualificazione del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Monica</strong> <strong>Valentini,</strong> <strong>Graziano</strong> <strong>Riccadonna</strong></p>
<h2>A SPASSO ALLE TERME DI COMANO</h2>
<h3>Tra storia, leggenda, salute e arte</h3>
<h4>2010, 47 p. ill., f.to 15&#215;21 cm.&nbsp;</h4>
<p>Opera della collana “didacta” voluta dalla scomparsa artista e collaboratrice del Centro Studi Monica Valentini. Nata in collaborazione tra l’Azienda Terme di Comano e la scuola, nell’ambito del progetto di riqualificazione del “Sibilla Cumana”, decadente e malinconico edificio di ponte Arche pensata e ideata per gli alunni delle scuole delle Giudicarie Esteriori che coi loro disegni imparano a conoscere il territorio e i paesi che li circondano</p>
<p>&nbsp;</p>
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