Mario Romano Ricci. Scultura della natura universale. Dal 14 dicembre al Centro Studi Judicaria

MARIO ROMANO RICCI, LA SCULTURA COME ATTO DI FEDE

La “prima” volta della scultura a Judicaria è dedicata a Mario Romano Ricci, toscano di Sansepolcro residente in Trentino da lungo tempo, per un certo tratto anche al Bleggio.

In questo modo dopo la pittura, l’acquarello, il disegno, la grafica, la fotografia, anche la scultura riceve il suo giusto spazio nel Centro Studi Judicaria al XIV evento di JudicarArte.

L’artista Ricci, che opera prevalentemente su legno pur non disdegnando altri materiali (porfido, per esempio, o marmo), si è segnalato da tempo alla critica con una lunga serie di partecipazioni a concorsi nazionali per il suo impegno propositivo nel campo della scultura su legno.

Reduce da numerose mostre in Trentino e a livello nazionale, egli con le sue sculture realizza nel legno contemporaneamente l’immagine dell’uomo e dell’artista, intimamente connesse nella creatività offerta dal Creatore. In questa prospettiva di  impegno teorico, l’artista offre un messaggio “forte” sull’esistenza umana e i suoi valori fondanti, a partire dalla concezione mistica dei Catari medievali.

Le sue opere sono presenti in progetti curatoriali ed eventi culturali in numerose città italiane, nonché in collezioni pubbliche e private. Nel suo lavoro esprime i nessi universali che danno significato alla vita umana.

Lo studio dei classici va di pari passo con la scoperta nell’Universo della dimensione dell’eternità.

Per questo l’opera di Ricci intende rappresentare l’esistenza umana in tutte le sue dimensioni vitalistiche: nascita, fatica, illusione, il limite invalicabile del Tempo e della Necessità: in tutte le opere presentate nelle varie rassegne l’idea dello scultore è quella di offrire un marchio, un inconsapevole Leitmotiv, che è poi lo stesso Creatore come ente-che-si-prende-cura dell’umanità.

La scalfittura drammatica e decisamente forte si sposa in Ricci con un linguaggio adatto al legno, tagliato e scalfito con taglio secco e deciso, ma sempre carico d’amore e di comprensione, quella comprensione che spinge l’artista a far emergere con fatica e sacrificio, ma sicura scelta, l’immagine dalla massa informe lignea.

In questo modo si materializzano le forme, irrequiete e suggestive, a volte simboliche in quanto rimandano ad altro, di “Nascita”, “Decadenza”, oppure i più realistici “Pastore”, “Ascesi”, “Vecchio della montagna” (uno Zarathustra vero e proprio), “L’aurora”, “Libertà”. Tutte opere dove il fluire incessante del tempo rivela inaspettate scene, dove anche le linee monche o troncate segnalano una presenza misteriosa e stimolante, la presenza di un Ente divino.

 

Graziano Riccadonna

 

 

Presentazione del Volume: Memorie della Grande Guerra. Censimento dei monumenti ai caduti nelle Giudicarie, giovedì 31 ottobre a Daone

Siete tutti invitati GIOVEDÌ 31 OTTOBRE ALLE ORE 20.30 A VILLA DE BIASI A DAONE (COMUNE DI VALDAONE) per la presentazione del volume del Centro Studi Judicaria dedicato al censimento dei monumenti ai caduti delle Giudicarie e alla lunga ricerca che ha portato a un ricco e completo elenco di questi manufatti e alle loro vicende costruttive.

FORAGING JUDICARIA

Andar per erbe dal Garda alla Rendena
conferenza teatralizzata sulle piante alimurgiche a cura di Sara Maino, regista ricercatrice
e Maria Pia Macchi, antropologa

prodotta dal Centro Studi Judicaria di Tione

“Se ti trovassi in montagna e non hai più niente da mangiare, prendi i cardi! Vedrai che…”Era una favola assurda, non c’era bisogno di mangiare i cardi a quel tempo, non c’erano guerre. Ma, il modo in cui te le raccontavano… la storia ti appassionava e ti faceva meglio ricordare queste cose.
(Dino Dellaidotti, un testimone)

Per foraging si intende “andare alla ricerca di cibo, erbe e piante spontanee nel territorio” – attività che dagli animali, come l’orso, si estende agli esseri umani. “Foraging Judicaria” è una conferenza teatralizzata che intende raccontare la conoscenza delle piante alimurgiche cioè le erbe che tolgono la fame – e il loro uso alimentare e curativo nel territorio della Judicaria. È l’evento di restituzione di una ricerca biennale condotta dalle due ricercatrici, che tra il 2017-18 hanno intervistato numerose persone nell’Alto Garda, Bleggio, Valle del Sarca, Trento e le Valli Giudicarie.
Lo scopo era di indagare come la conoscenza delle erbe spontanee sia cambiata nel tempo, di intercettare passioni, valori, saperi antichi e interesse per la conservazione della biodiversità.
Tra i testimoni narranti, ritroviamo appassionati e botanici, artisti e insegnanti, ristoratori e raccoglitori professionisti, anziane e anziani fino alle nuove generazioni di imprenditori biologici.
La conferenza si avvale dei testi della ricerca, di materiali multimediali come video, immagini e interviste e di letture sceniche. Alla narrazione scientifica si accostano le testimonianze degli informatori, che con il racconto delle loro storie di vita, dalla trasmissione dei saperi alle tecniche di raccolta delle erbe, dalle leggende agli aneddoti sull’uso delle piante e delle bacche, ci conducono in un mondo di conoscenze straordinarie.
E pertanto, la ricerca si costituisce anche come occasione per valorizzare la memoria delle persone più anziane e custodire dati che potrebbero andare persi: “Dalle testimonianze raccolte risulta che l’utilizzo delle piante alimurgiche, la valorizzazione della conoscenza tradizionale e delle ricette dei nonni può contribuire a migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita, ridando spazio a una relazione con la natura capace di integrare il sapere degli anziani con la curiosità dei più giovani.”

 

https://www.crushsite.it/it/incontri/2019/foraging-judicaria-andar-per-erbe-dal-garda-alla-rendena.html