Capitoli

Nasce a Tione di Trento nel gennaio 1955. Sin da giovane coltiva l’interesse per le arti figurative e la passione per la pittura, attraverso la quale cerca di esprimere il suo amore per la vita, la natura, i luoghi in cui vive. Nel dicembre 1977, studente universitario, decide di presentarsi ai suoi concittadini con una “personale”, nella quale espone una trentina di dipinti a tempera e ad olio. Tre anni più tardi, nel luglio 1980, consegue la laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. Incoraggiato dai primi riscontri ed apprezzamenti del pubblico, inizia a partecipare a concorsi e collettive, soprattutto in ambito provinciale. Una segnalazione importante arriva nel 1986 per l’opera “Piazza delle fontane” (olio, 40×50), presentata al XIX Concorso Nazionale di Pittura “Giovanni Segantini” ad Arco di Trento. A metà degli anni Novanta alcune sue opere illustrano due pubblicazioni legate alla vita e alla storia della comunità tionese: “Canti di ieri… canti di oggi”, edito in occasione del 50° di fondazione del Coro Brenta e “Brevine, nel primo centenario dell’incendio del 21 agosto 1895”, edito a cura del Comitato frazionale “Na Brevenada”. Nell’agosto del 1996, presso le sale Expo del Centro Studi Judicaria, si ripresenta ai tionesi con una quarantina di lavori ad olio, in cui ricorrono frequenti i luoghi cari dell’infanzia, le vecchie case, le piazzette, gli angoli antichi e caratteristici di una comunità viva. Il desiderio è quello di riscoprire l’anima e l’identità dei luoghi, di ritrovarvi per un momento le atmosfere perdute. L’ultima “personale” a Tione risale all’agosto 2001. In quell’occasione, accanto agli ormai consueti dipinti ad olio, propone per la prima volta una serie di paesaggi ad acquerello, tecnica alla quale si è accostato negli ultimi anni. Alcuni di questi lavori vengono ripresentati l’estate successiva presso gli spazi espositivi di Casa Mondrone a Preore, insieme ad una decina di opere inedite. La personale di quest’anno si articola – fra “vecchio e nuovo” – in una cinquantina di opere (trenta ad olio e venti ad acquerello) che spaziano dalla natura morta ai paesaggi invernali, fino agli scorci caratteristici della borgata e della montagna tionese. V’è chi ritiene l’Arte Figurativa una copia fedele della realtà naturale. Se ciò fosse vero la macchina fotografica sarebbe un sublime artista ed invece resta un meccanismo inerte che solo l’intelligenza, la fantasia e la sensibilità dell’Uomo può animare. Ne fanno testimonianza i capolavori di Man Ray, Edward Steichen, Paul Strand, Stieglitz, Cartier-Bresson e Robert Capa. Questa considerazione mi viene alla mente osservando un dipinto di Gianpaolo che reca il titolo “Prime ombre della sera” (olio, 35×40). “Forse perché della fatal quiete tu sei l’imago, a me sì cara vieni, o Sera! E quando ti corteggian liete le nubi estive e i zefiri sereni, e quando dal nevoso aere inquiete tenebre e lunghe all’universo meni…” Il Poeta ci richiama all’Arte che è perfezione in sé, armonia di forma e contenuto, compiuta Bellezza fissata nell’istante per sempre, realtà più affascinante della Natura stessa poiché reca l’impronta dell’animo umano quale omaggio a Dio. Mi soffermo spesso a meditare, ad immaginare e sentire sull’opera di Gianpaolo e mi appare diversa e nuova di volta in volta; perché tanti e diversi e alti sono i pensieri, le emozioni e le immagini evocate in me dal profondo. E’ la magia della modulazione tonale, che decanta luce e colore sul parametro dell’idillio e della elegia. Da buon architetto, Gianpaolo ricerca anche nella pittura effetti plastici, usando il colore in funzione spaziovolumetrica. Non solo nelle vedute, ove predomina l’elezione affettiva per la terra natale, ma anche nelle composizioni di oggetti usuali, che gli consentono di modulare i toni su un parametro di naturalezza fotocromatica, a decantare l’anima delle cose…“

Pierluigi Menapace

“… Montanaro per nascita e per libera adesione alle circostanze propostegli dalla vita e dalla natura, ha sentito in quest’ultima la segreta ma viva alleata al suo vissuto interiore, cosicché il mezzo espressivo del colore non è stato che la logica conseguenza per esprimere l’urgenza di un continuo dialogo con essa e con l’ambiente in cui vive. Eccolo quindi impegnato nei paesaggi e nelle nature morte per un intimo bisogno di soddisfacimento personale, quale risposta a momenti e situazioni esistenziali di intensa emozione. Le forme, il più delle volte, si stagliano precise nella purezza di linee marcate evidenziate dalla tonalità dei marrone o dall’incidere dei verdi fra cui brilla, come fiammata d’interiore entusiasmo e dolcezza, la tenue presenza di arancioni simbolici, in piacevoli alternanze di contrasti e chiaroscuri. La pittura di Gianpaolo è ancora in evoluzione e si presenta, per certi aspetti, varia e diversificata, alla ricerca di nuovi equilibri formali e di una precisa identità… ”

Mario Antolini

 


Fotogallery