Centro Studi Judicaria

Giovanni Paoli (2013)


Esposizioni dal 26 luglio al 4 agosto 2013
Inaugurazione venerdì 26 luglio alle ore 18,00
_______________________

apertura tutti i giorni 16.00-19.00 Note

Giovanni Paoli nasce a Ragoli (Trento) l’11 febbraio 1921.
La sua famiglia – composta del papà Ludovico Paoli, della mamma Alice Troggio,
i fratelli Livio e Fiorindo e le sorelle Ida e Lidia – viveva a Ragoli
ma in estate si trasferiva a Madonna di Campiglio dove il papà allevava ed accudiva il bestiame
prendendo in affitto la malga Campo Carlo Magno che apparteneva a Fritz Österreicher,
proprietario del Grand Hotel Des Alpes e Golf Hotel.
Papà Ludovico per onorare l’affitto della malga si impegnava a fornire agli hotel il latte
e il burro per l’intera stagione estiva.
Giovanni intanto diventava un vivace bambino frequentando le scuole elementari
nel paese natio, inserito nella pluriclasse della prima e seconda,
poi in quella dalla terza alla quinta.
Naturalmente il tempo d’oro dell’infanzia sembra essere rimasto nella memoria
di Giovanni e il fascino dei giochi di allora pare ancora emergere dalle
sue creature fantastiche fatte delle schegge deposte dei boschi, quei boschi dove
allora si correva a perdifiato in solitudine o con gli amici e che oggi si rianimano
di scintillanti presenze dell’immaginazione.
Una lunga storia quella di Giovanni cresciuto fra le montagne, una vita intensa
fatta di impegno e pensieri giovanili, di speranze e sogni, quei sogni che
da alcuni anni riaffiorano in forma di irrequieti animaletti, le sue creazioni d’arte in legno dipinto.
Eccole le piccole creature, “oggetti trovati” rimessi in circolo e balzanti nella realtà,
intrisi di sorprendente vivacità in  affermazione di uno spirito leggero e fanciullesco che solo
gli artisti veri e sinceri sanno distinguere e suggerire.
Giovanni Paoli, con impeto e sorridente spontaneità sembra aver appreso
la teoria della bellezza delle cose che si manifestano nell’eleganza della semplicità,
mentre gioca a svelare forme e sembianze che ad alcuni occhi distratti sono precluse.
Una forma d’arte la sua in continua trasformazione, nella necessità di restituire valore e rispetto
a tutte le cose animate ed inanimate di questo mondo. (Alessandro Togni)


< Torna alla lista

Via dei Migranti Stagionali

Via-dei-migranti-stagionali