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Le fontane e i lavatoi in Giudicarie. Memorie di vita quotidiana (2025)

Note

Il Centro Studi Judicaria ha deciso di dedicare il 2025 all’acqua. Non a caso abbiamo collaborato con il Festival Gamberi, nella convinzione che in un futuro non molto lontano non sarà più sufficiente definire (solo a parole) l’acqua un bene prezioso: infatti preziosa lo sarà davvero e ce ne accorgeremo. Perché del valore delle cose (diciamo una frase scontata) ci si rende conto quando queste mancano. Tornando al “bene comune” cui il Centro Studi ha dedicato l’anno, vi rientra perfettamente la mostra su fontane e lavatoi accompagnata da un opuscolo curati da Elisa Polla, Danilo Mussi e Daniela Mosca. Per dire che viviamo in un territorio benedetto dalla natura. Facciamo ora un’affermazione per nulla originale. Generalmente le comunità si stabilivano nei pressi dell’acqua, provenisse da una sorgente, da un torrente o da un bacino. E nei paesi furono costruite fontane, utili prima ancora della costruzione degli acquedotti per rifornirsi ad uso domestico. Ma con l’acqua si faceva tutto, dalla lavorazione del tessuto alla macinazione dei prodotti della terra, fino alla produzione di energia. E furono realizzati pure i lavatoi. Chi ha una certa età (non necessariamente avanzata) ricorda i lavatoi in cui le nostre donne portavano i panni e le lenzuola a lavare. Fosse estate o inverno, bisognava lavare, anche con l’acqua gelida che oggi fa rabbrividire solo a pensarci. La mamma prendeva il secchio e andava al lavatoio. Che diventava (anche questo ricordiamo) un luogo di socializzazione, dove fra un risciacquo e l’altro ci si raccontava lo svolgimento della vita paesana. Gli uomini all’osteria, le donne al lavatoio. Niente romanticismi, né nostalgie. Era la vita di paese. La ricordiamo guardando le foto della mostra che alla storia ed alla tradizione valligiana è legata.

Giuliano Beltrami

Presidente del Centro Studi Judicaria



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