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Centro Studi Judicaria

Maria Pia Macchi, Sara Maino, Fiorenza Tisi, Foraging Judicaria. Andar per erbe dal Garda alla Rendena, 2020

€15,00

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Foraging Judicaria. Andar per erbe dal Garda alla Rendena. Maria Pia Macchi, Sara Maino, Fiorenza Tisi. CSJ, 2020. Collana “Judicaria Summa Laganensis” 15 euro.

La pubblicazione intende render noti i dati raccolti dalle autrici nel corso di una ricerca etnobotanica sulle piante spontanee a uso alimentare. In tempi di guerra e di carestie, queste piante hanno sostenuto un ruolo importantissimo per la sopravvivenza umana tanto da venir chiamate alimurgiche, alimenti utili in caso di emergenza alimentare, e possono ancora dare il loro contributo in quanto eccellenti integratori alimentari. Il termine “Foraging” indica un’attività che accomuna esseri umani e animali nella ricerca del cibo che cresce spontaneo nei boschi e nei prati. La raccolta di bacche ed erbe spontanee è una pratica antica che implica un rapporto con la natura che purtroppo rischia di perdersi, parte

integrante di quell’arte di arrangiarsi propria della gente di montagna, un modo di prendersi cura di sé. Scopo di questo libro è valorizzare tale pratica attraverso le parole di chi non l’ha dimenticata, nella riproposta di scelte alimentari consapevoli, in sintonia col ritmo delle stagioni, nella tutela del benessere delle generazioni future.

 

La ricerca biennale si è svolta, col sostegno del Centro Studi Judicaria, in 13 Comuni (Arco, Tenno, Dro, Nago-Torbole, Riva del Garda, Cavedine, Fiavè, San Lorenzo Dorsino, Tre Ville, Bleggio Superiore, Spiazzo) così collocati: 6 nella Comunità Alto Garda e Ledro, 4 nella Comunità delle Giudicarie, 1 nella Comunità della Valle dei Laghi, 1 a Trento, capoluogo di Provincia e 1 in Provincia di Verona.

 

Le trentacinque testimonianze raccolte s’inseriscono in una vasta ricerca bibliografica che include altre regioni d’Italia e del mondo, evidenziando le elevate proprietà nutrizionali di piante che hanno accompagnato nei millenni la storia del genere umano. Il testo coniuga sapientemente i ricordi degli anziani, generazioni di donne e uomini profondamente legati alla loro terra, con le iniziative e le speranze dei più giovani, uniti da un forte rispetto e amore per la natura, nella denuncia dei veleni che inquinano l’ambiente, nel desiderio di una vita semplice e sana, nel recupero di quei sapori arcaici e autentici, cancellati da un’omologazione alimentare che sta via via cancellando la biodiversità del nostro Pianeta. Purtroppo molto sapere si è perso, le specie note e usate sono diminuite notevolmente rispetto al passato. Sono già trascorsi dieci anni da quando, in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità, la FAO ha evidenziato le conseguenze negative della diffusione di modelli alimentari che stanno danneggiando la nostra salute e l’ecosistema.

Con tutte le incognite che ci presenta un futuro in cui il cambio climatico, la crescita della popolazione mondiale e

l’insufficienza delle terre coltivabili mettono a rischio la sicurezza alimentare, le forme selvatiche delle piante coltivate potrebbero costituire un’importante risorsa, che va assolutamente tutelata e valorizzata per tempo.

Il testo di 118 pagine, corredato da 115 immagini, descrive le notevoli proprietà nutrizionali e la necessità di una raccolta ecosostenibile delle piante alimurgiche, come pure le leggende e le antiche tradizioni a esse legate, in un racconto corale che intende non solo promuovere l’uso e la conservazione di tali piante, ma soprattutto quella visione del mondo rappresentata dal ruolo che esse hanno avuto e avranno in un modo di vivere in sintonia con la natura.

Le testimonianze raccolte hanno evidenziato la conoscenza e l’uso di 67 piante, descritte in una tabella. Nel testo sono state incluse le schede etnobotaniche relative alle 22 piante giudicate le più importanti da un punto di vista nutrizionale ed etnobotanico, corredate da 85 ricette.

L’ampia bibliografia citata è un utile stimolo per ulteriori approfondimenti. Ci auguriamo che questo sia, infatti, solo l’inizio di un percorso di consapevolezza e impegno per una migliore qualità della vita, in cui il sapere degli anziani possa confrontarsi con la curiosità dei più giovani.

 

Indice:

Prefazione di Maria Teresa Della Beffa Presentazione del Presidente Graziano Riccadonna Il progetto

Tabella delle interviste

Mappa della ricerca. Album fotografico della ricerca

  1. Le piante alimurgiche nel ciclo del tempo
  2. Elenco piante alimurgiche menzionate dalle persone intervistate
  • Tutela della flora e importanza di un corretto riconoscimento
  1. Saper ascoltare
    • Tre generazioni a confronto
    • Non solo per fame…
  2. Tutto è Uno: il rispetto per l’ambiente
    • Pensando a chi viene dopo di noi
    • Lontano dai veleni
    • Saperle riconoscere

 

  1. Guardando al futuro
    • Attività imprenditoriali
    • Riflessioni per il futuro
    • Schede etnobotaniche
  2. Asparago di monte, Barba di capra
  3. Bardana maggiore
  4. Betulla verrucosa, Betulla
  5. Cicoria comune, Radicchio
  6. Corniolo, Corniolo maschio
  7. Faggio comune
  8. Farinello comune, Farinaccio selvatico
  9. Luppolo comune
  10. Malva selvatica
  11. Menta dei campi
  12. Nespolo volgare
  13. Ortica
  14. Papavero comune
  15. Piantaggine lanceolata
  16. Porcellana comune, Portulaca
  17. Radicchio dell’orso
  18. Raperonzolo, Campanula raponzolo
  19. Sambuco nero
  20. Silene rigonfia tipica, Silene
  21. Spinacio di monte, Farinello buon-enrico
  22. Tarassaco
  23. Trifoglio pratense

Riflessioni finali Per saperne di più

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