Si tratta del diario scritto da un giovane ledrense che, nel 1930, emigrò in Uruguay, nel Riachuelo. È un diario del tutto straordinario perché corredato, in ogni pagina, da disegni che illustrano il quotiano di quello che lui chiama ‘esiglio’. I disegni sono bellissimi, la scrittura leggibile e godibile. La cronaca dura quattro anni: dal 12 ottobre 1930 al 31 dicembre 1934.

Edito dal Centro Studi Judicaria e curato dalla Mnemoteca del Basso Sarca, il volume è la copia anastatica di un quaderno nel quale Giuseppe Piva, nato a  Molina di Ledro, aveva tenuto un suo diario, corredato da molti disegni, nel quale ha descritto la sua condizione di emigrato.