Centro Studi Judicaria

Dimore rurali della tradizione nel Trentino (2000)


Capitoli

La mostra offre una sintesi per immagini delle architetture rurali della tradizione nel Trentino, che sono caratterizzate dalla ricchezza del paesaggio e dei luoghi, dalla bellezza e dalla colta complessità del modo di abitarle. Le immagini di sintesi della mostra non ripercorrono compiutamente la storia degli insediamenti rurali trentini; tendono piuttosto, a far emergere il valore di un consistente patrimonio da tutelare e da valorizzare, in funzione di una nuova “qualità dell’abitare”, capace di coniugare, con originalità tradizione ed innovazione.                 Sezioni in cui si divide la mostra:

Sez. A:  Il Paesaggio e i luoghi. Gli uomini della montagna si fanno un’immagine del loro paesaggio strettamente correlata alle pratiche di gestione territoriale che essi hanno messo a punto. In questa sezione è rappresentato: il paesaggio, il lavoro, i terrazzamenti, i luoghi ed i segni del sacro.

Sez. B: Comunità e dimore. La dimora è all’origine della consapevolezza personale, in essa l’uomo prende coscienza di sé, del valore delle relazioni umane, della necessità e delle condizioni del lavoro. Qui è rappresentato: il fuoco, l’abitato, i percorsi, gli spazi comuni e i luoghi dell’acqua, le dimore stagionali, la crescita nel tempo, la costruzione.

Sez. C: Recupero di memorie. L’immagine del passato che si fissa nella memoria è quella di un passato che ci raggiunge nel presente, cioè ancora visibile. Oggi è necessario recuperare la consistenza della tradizione di una cultura trentina che ci sappia dire il preciso senso di un modo di vita ed indicare nella materia conservata e trasmessa, valori e significati perseguiti in continuità tra passato e presente.

Sez. D: Attualità di un paradigma. Questa sezione prende in considerazione la trasformazione che, testimoniato da fotografie dei primi decenni del XX secolo, testimoniano il radicale cambiamento dell’immagine dei paesi. In questa sezione: Casa comunale di Campo Maggiore, gli archi, la catena di Caderzone: il luogo, la crescita nel tempo, la distruzione in corso. L’insediamento diffuso.

Dati significativi:

Curatori della Mostra: Maria Cristina Bassi, Ivo Maria Bonapace, Maria Antonella Crippa.

Allestimento: S.n.c. «Dimora e Ambiente», Luigi Bonapace, Centro Studi Judicaria – Sezione Mostre.

Segreteria: Centro Studi Judicaria Promotori: Centro Studi Judicaria – Tione, Centro Culturale «il Mosaico» Trento.

Ricerche e documentazione: Pierfrancesco Baravelli, Antonio Roberto Tucci. Disegni di architettura: Daniela Giani.

Fotografie storiche: Archivio fotografico Bosetti – Ponte Arche. Fotografie documentarie: Alberto Bonapace, Marco Giani.

Con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento.


Fotogallery


< Torna alla lista
Via-dei-migranti-stagionali Rivista Judicaria