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Cariatidi, Rosario Francesco Spagnolo (2014)


Capitoli

Rosario Francesco Spagnolo è nato a Torchiarolo di Brindisi il 21 Novembre 1949. Si è diplomato prima all’Istituto Statale d’Arte di Lecce e poi dal Magistero Artistico della Scuola del Libro di Urbino. Ha partecipato a mostre nazionali ed internazionali, sue opere figurano in diverse Pinacoteche,Collezioni Pubbliche e Private, alcune delle quali: New Jersey (USA), Parigi, Monaco di Baviera, Il Cairo, ecc. Oltre alla Pittura ha pubblicato il volumetto «Cose te Paise» scritto in vernacolo Torchiarolese e il il volumetto di poesie dal titolo «Una trentina di un non trentino», una raccolta di poesie. Attualmente è Presidente del C.A.C.I.A. «Il Castello» Centro Artistico Culturale Interregionale Archeologico Città di Torchiarolo, dirige il Giornale dialettale locale «La Thrastula». Dopo 14 anni di insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte nel Trentino, attualmente insegna a Casarano (Le). Ad alcuni quadri di Rosario Francesco Spagnolo si sono ispirate per la realizzazione delle proprie poesie autori come: Domenico Bellocchio, Wilma Apollonio, Cataldo Valente e Sir David Wilkinson.

 

Cariatidi

Nel linguaggio comune, una cariatide è una persona di sesso femminile che si mostra in tutta la sua staticità, senza minimamente scomporsi di tutto ciò che gli accade intorno, tanto sembra una statua.

Così Vitruvio (80 a.C. – 15 a.C. circa, “De Architectura”, Libro I): “statue di marmo rappresentanti donne vestite di stola, che si chiamano Cariatidi: donne di Caria città del Peloponneso alleata ai Persiani contro i Greci. I Greci vincitori, ne menarono schiave le loro matrone coi loro ornamenti, e onde lasciare ai posteri il loro fallo collocarono negli edifici pubblici le lro immagini destinate a reggere pesi” con somma vergogna.

Così Dante nel Purgatorio (c.X, v. 130-139) rappresenta i superbi, che avvanzano sotto grandi pietre che li opprimono, agli elementi di sostegno di soffitti o tetti scolpiti con figure umane rattrappite in attegiiamento di sofferenza per la fatica che, in apparenza compiono: “Come per sostener solaio o tetto” o “per mensola giunger le ginocchia al petto” che pur “non ver” fanno nasc ere “vera rancura ‘n chi le vede”, cosìcche “piangendo parea dicer: ‘più non posso”.

 

La mano di un artista, a distanza di secoli, ce le ripropone non più schiave ma giovani donne livere di vivere, amare e danzare.

 

Rosario Francesco Spagnolo

Personaggio mutevole,m eccentrico, satirico, animo inquieto, poeta di seconda natira e c ompletamentare al tempo stesso con la sua vita di artista.

 

L’amico, prof. Trifone Colonna (Università del Salento)

 


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